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	<title>Dott.ssa Zampetti Anna</title>
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		<title>Continua la Lotta del Tigem ai “Rifiuti Cellulari”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 00:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il team di Andrea Ballabio, direttore dell&#8217;Istituto Telethon di genetica e medicina di Napoli, ha gettato nuova luce sulla &#8220;squadra molecolare&#8221; che ripulisce le nostre cellule da sostanze di scarto e ne permette lo smaltimento e il riciclo. La scoperta, ottenuta grazie alla collaborazione tra i due laboratori del Tigem &#8211; quello di Napoli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il team di Andrea Ballabio, direttore dell&rsquo;Istituto Telethon di genetica e medicina di Napoli, ha gettato nuova luce sulla &ldquo;<strong>squadra molecolare</strong>&rdquo; che ripulisce le nostre cellule da sostanze di scarto e ne permette lo smaltimento e il riciclo.</p>
<p>La scoperta, ottenuta grazie alla collaborazione tra i due laboratori del Tigem &#8211; quello di Napoli e quello di Houston presso il Jan and Dan Duncan Neurological Research Institute del Texas Children&rsquo;s Hospital &#8211; si &egrave; meritata le pagine della prestigiosa rivista scientifica Science* e conferma l&rsquo;importanza di questo meccanismo biologico individuato per la prima volta nel 2009 proprio dai ricercatori partenopei.</p>
<p>TFEB Links Autophagy to Lysosomal Biogenesis Settembre et al.<br />
	<em>Science, 26 May&nbsp; (2011) www.sciencemag.org</em></p>
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		<title>Filler</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 15:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Correttiva]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#39;elasticit&#224; e la giovinezza della pelle, cio&#232; la capacit&#224; di resistere agli effetti del tempo, del sole, del vento e di altri agenti esterni, si devono in gran parte alla presenza dell&#39;acido ialuronico, una sostanza presente in tutte le principali forme di vita la cui principale funzione consiste nel richiamare acqua. Esso rappresenta quindi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;elasticit&agrave; e la giovinezza della pelle, cio&egrave; la capacit&agrave; di resistere agli effetti del tempo, del sole, del vento e di altri agenti esterni, si devono in gran parte alla presenza dell&#39;acido ialuronico, una sostanza presente in tutte le principali forme di vita la cui principale funzione consiste nel richiamare acqua. Esso rappresenta quindi<em><strong> </strong></em></p>
<blockquote><p><em>un sostegno naturale alla bellezza</em></p></blockquote>
<p>Le iniezioni di acido ialuronico sotto forma di gel trasparente, sono in grado di <strong>correggere rughe e pieghe del volto e di rimodellare i contorni</strong>.<br />
	Nel corso del tempo la bellezza ideale cambia e cos&igrave; pure il nostro viso, ma ognuno di noi ha tratti naturali che possono essere esaltati e migliorati in modo naturale e duraturo.</p>
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		<title>Invecchiamento Cutaneo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Correttiva]]></category>

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		<description><![CDATA[La&#160; diagnosi clinica di invecchiamento cutaneo non richiede un expertise acquisito negli anni. Consciamente o inconsciamente ognuno di noi nei momenti di interazione sociale effettua una stima dell&#8217;et&#224; della persona che ha di fronte. Tale stima si fonda sull&#8217;impressione globale che tiene conto anche di altri fattori oltre la cute quali ad esempio la postura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La&nbsp; diagnosi clinica di invecchiamento cutaneo non richiede un expertise acquisito negli anni. Consciamente o inconsciamente ognuno di noi nei momenti di interazione sociale effettua una stima dell&rsquo;et&agrave; della persona che ha di fronte. Tale stima si fonda sull&rsquo;impressione globale che tiene conto anche di altri fattori oltre la cute quali ad esempio la postura della persona.</p>
<p>E&rsquo; difficile individuare una scala scientifica unitaria che quantifichi l&rsquo;invecchiamento della pelle e che tenga conto dei numerosi elementi clinici che lo caratterizzano. Almeno 24 caratteristiche misurate con un punteggio da 1(assente) a 3 (marcato)&nbsp; possono essere utilizzate in modo sistematico per un Skin Age Score (SAS) da correlare all&rsquo;et&agrave; cronologica e valutare quindi scientificamente l&rsquo;invecchiamento cutaneo.</p>
<p><em>CARATTERISTICHE VALUTATE NEL SAS (SKIN AGE SCORE) CON PUNTEGGIO DA 1&nbsp; A 3 DA CORRELARE ALL&rsquo;ETA&rsquo; CRONOLOGICA. (modificata da&nbsp; Guinot C, Malvy DJ, Ambroisine L, Latreille J, Mauger E, Tenenhaus M, Morizot F, Lopez S, Le Fur I, Tschachler E. Relative contribution of intrinsic vs extrinsic factors to skin aging as determined by a validated skin age score.Arch Dermatol. 2002 Nov;138(11):1454-60.)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="34%">
<p>Punti neri guance</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Linee sopra le labbra</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Punti neri fronte</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Rughe sopra le labbra</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Punti bianchi guance</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Pieghe nasolabiali</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Punti bianchi fronte</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Rilassamento cutaneo</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Milia guance</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Caduta palpebre</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Milia fronte</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Borse regione sottorbitaria</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Macchie guance</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Rughe a &ldquo;zampe di gallina&rdquo;</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Macchie fronte</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Rughe regione sottorbitaria</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Rughe sottili guance</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Elasticit&agrave; guance</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Rughe sottili fronte</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Elasticit&agrave; fronte</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Rughe marcate guance</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Incapacit&agrave; delle guance ad arrosire quando pinzate</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="34%">
<p>Solco regione interciliare</p>
</td>
<td width="66%">
<p>Incapacit&agrave; della cute della fronte ad arrossire quando pinzata</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&rsquo;invecchiamento cutaneo si manifesta sotto forma di secchezza cutanea</strong> (xerosi) e <strong>desquamazione, macchie, comparsa di lesioni ipercheratosiche benigne o lesioni francamente tumorali</strong> di origine cheratinocitaria o melanocitaria, <strong>alterazioni vascolari </strong>[I].<br />
	Tali alterazioni si possono osservare in tutte le sedi corporei ma sono maggiormente evidenti nelle sedi foto-esposte quali viso, braccia e gambe. L&rsquo;irradiazione ultravioletta (UV) del sole &egrave; infatti il principale tra i fattori ambientali a determinare l&rsquo;invecchiamento cutaneo. Il danno indotto dal sole &egrave; comunemente noto come fotoaging e si caratterizza per precise alterazioni istopatologiche [II].</p>
<p>A livello epidermico si osservano cheratinociti irregolari per dimensioni e forma con perdita della polarit&agrave; nonch&eacute; melanociti di forma irregolare aumentati o diminuiti nel numero; le cellule di Langherans risultano generalmente ridotte A livello dermico il collagene si presenta disorganizzato e intensamente basofilo; l&rsquo;elastina &egrave; aumentata ed amorfa; la quota di glicosamminoglicani risulta aumentata.</p>
<p>Come l&rsquo;invecchiamento cronologico, legato cio&egrave; al passare del tempo per s&eacute;, alla senescenza cellulare e all&rsquo;incapacit&agrave; dell&rsquo;organismo di mantenere l&rsquo;omeostasi reagendo agli insulti, anche il fotoinvecchiamento &egrave; un processo cumulativo ma contrariamente a questo dipende da fattori specifici ben identificati quali la latitudine a cui si vive, il grado e il tempo di esposizione, il fototipo cutaneo [III].</p>
<p>Melanomi e carcinomi cutanei sono anch&rsquo;essi espressione del danno fotoindotto ma la fotoesposizione cronica &egrave; chiamato in causa nell&rsquo;insorgenza del carcinoma basocellulare e spinocellulare mentre la fotoesposizione acuta associato alla predisposizione genetica lo sono per il melanoma cutaneo. Per il trattamento pi&ugrave; dettagliato di questi aspetti si rinvia all&rsquo;opportuna sezione di questo elaborato.</p>
<h2>Quale pelle invecchia pi&ugrave; facilmente?</h2>
<p>E&rsquo; ben noto che la pigmentazione cutanea fornisce una grado significativo di protezione contro il danno attinico. La relazione inversa tra la pigmentazione cutanea ed eritema indotto da raggi UV &egrave; alla base della classificazione dei fototipi cutanei di Fitzpatrick.</p>
<p>Lo spettro d&rsquo;azione UV per l&rsquo;invecchiamento cutaneo non &egrave; stato identificato sebbene &egrave; riconosciuto che: i raggi UVB sono responsabili di danni a livello epidermico e gli UVA a livello dermico; negli animali gli UVB sono francamente carcinogenetici e sarebbero importanti nell&rsquo;iniziazione tumorale mentre gli UVA nella promozione; i raggi UVA sarebbero pi&ugrave; dannosi, determinando maggiore danno ossidativo sia locale (per ossidazione dei lipidi di membrana delle cellule epidermiche e dermiche) che sistemico (cellule del sangue) essendo direttamente immuonosoppressivi e addirittura citotossici [IV]. Una valutazione quantitativa degli effetti della irradiazione UV e la&nbsp; risposta molecolare a livello cutaneo nei vari fototipi&nbsp; tuttora non &egrave; stata pubblicata in modo sistematico.</p>
<p>Il recettore MC1R recettore 1 per la melanocortina, sembra proporsi come importante link tra il fototipo e il rischio di tumori cutanei. A riprova di ci&ograve; &egrave; osservato che vari tumori che interessano i cheratinociti sono associati ad un aumento della pigmentazione suggerendo una simultanea alterazione di melanociti e cheratinociti come si osserva negli epiteliomi pigmentati e nelle cheratosi attiniche pigmentate [V].<br />
	Infine non &egrave; noto il meccanismo patogenetico fotoindotto delle alterazioni vascolari della cute fotoinvecchiata ma &egrave; ipotizzabile un&rsquo;alterazione dei meccanismi positivi e negativi che regolano l&rsquo;angiogenesi come osservato nel topo esposto a radiazioni UVB [VI].</p>
<h2>Quali Altri Fattori Favoriscono l&rsquo;Invecchiamento Cutaneo?</h2>
<p>E&rsquo; bene sottolineare che oltre alla esposizione alla luce solare molti sono i fattori che sembrano favorire l&rsquo;invecchiamento cutaneo. Tra questi&nbsp; ricordiamo l&rsquo;esposizione alle lampade abbronzanti, il fumo, l&rsquo;alimentazione, l&rsquo;assunzione di alcol, l&rsquo;assunzione cronica di farmaci, alcune variazioni patologiche&nbsp; dell&rsquo;organismo (malattie croniche e/o intercorrenti quali infezioni o tumori), alcune variazioni parafisiologiche (menopausa e altre condizioni che predispongono ad un invecchiamento endocrinologico), le alterazioni dello stato dell&rsquo;umore e gli stati depressivi che conducono a&nbsp; disfunzione dell&rsquo;asse neuro-endocrino-immunologico e stati di invecchiamento organico percepibile anche sulla pelle [VII]. Non esiste tuttavia al momento attuale nessuno studio che abbia valutato l&rsquo;impatto dei singoli fattori in relazione all&rsquo;invecchiamento cutaneo.</p>
<h2>Approccio Terapeutico</h2>
<p>La valutazione dell&rsquo;invecchiamento cutaneo deve indurre il medico&nbsp; a volgere uno sguardo pi&ugrave; profondo al paziente che consideri la cute come organo spia delle condizioni generali del soggetto, delle sue condizioni di vita e abitudini comportamentali considerando anche le alterazioni organiche e strutturali che si verifichino al di sotto della superficie cutanea.</p>
<p>L&rsquo;approccio terapeutico alla cute invecchiata dovr&agrave; perci&ograve; tenere conto della presenza della presenza di eventuali stati patologici come il diabete o condizioni di immunosoppressione, stati fisiologici quali la menopausa nella donna, il fototipo cutaneo e il fotoaging, la presenza di lesioni benigne o maligne legate a quest&rsquo;ultimo che saranno adeguatamente affrontate, in base alle condizioni del paziente e alla natura della lesione, con terapia medica topica o terapia chirurgica.</p>
<p>Se si esamina invece la cute del volto per un trattamento di tipo estetico e una procedura adeguata di ringiovanimento, il medico dovr&agrave; pensare alla cute del soggetto e al volto in particolare in termini di strati affrontando i cambiamenti legati all&rsquo;invecchiamento in ogni strato separatamente e operando in collaborazione con il chirurgo plastico quando necessario.</p>
<p>Nel corso della vita il volto, come il corpo, cambia forma. Alcuni di questi cambiamenti sono dovuti alla crescita ossea e al rimodellamento, al cambiamento delle masse muscolari ma soprattutto adipose. Nella scelta di una procedura di ringiovanimento cutaneo sar&agrave; utile chiedere al paziente una&nbsp; propria immagine in et&agrave; giovanile per valutare i profili e i contorni persi con l&rsquo;invecchiamento. Si potr&agrave; quindi decidere se operare localmente tramite semplici creme antirughe rivitalizzanti a base di vitamine e altri prodotti antiossidanti, derivati della Vit. A quali acido retinoico, peeling ad azione esfoliante o schiarente, filler riempitivi di tipo riassorbibile, semipermanente o permamente per riempire le rughe ancora morbide, tossina botulinica per attenuare i segni della mimica facciale e prevenire l&rsquo;irreversibilit&agrave; delle rughe, uso di laser per procedura di skin resurfacing, minilifting facciali o veri e propri lifting chirurgici in grado di riposizionare cute, tessuto adiposo e componente muscolare nei loro siti originari. [VIII]</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>[I] <em>Hashizume H. Skin aging and dry skin. J Dermatol. 2004 Aug;31(8):603-9.</em></p>
<p>[II]<em> Fisher GJ. The pathophysiology of photoaging of the skin. Cutis. 2005 Feb;75(2 Suppl):5-8;</em></p>
<p>[III] <em>Pi&eacute;rard GE. Ageing across the life span: time to think again. J Cosm Dermatol 2005, 3: 50-53.2</em></p>
<p>[IV <em>Pinnell SR. Cutaneous photodamage, oxidative stress, and topical antioxidant protection. J Am Acad Dermatol. 2003 Jan;48(1):1-19</em></p>
<p>[V] <em>Rees JL. The genetics of sun sensitivity in humans. Am J Hum Genet. 2004 Nov;75(5):739-51</em></p>
<p>[VI]<em> Bielenberg DR, Bucana CD, Sanchez R, Donawho CK, Kriepke ML, Fidler IJ. Molecular regulation of UVB-induced cutaneous angiogenesis. J Invest Dermatol. 1998 Nov;111(5):864-72.</em></p>
<p>[VII] <em>Pi&eacute;rard GE. The quandary of climateric skin ageing. Dermatology 1996;193:273-4</em></p>
<p>[VIII]<em> Donofrio LM Evaluation and Management of the ageing Face. Cap 27 in &ldquo;Surgery of the Skin. Procedural Dermatology&rdquo;. Robinson JK, Hanke CW, Sengelmann RD and Siegel DM 1th Edition, Elsevier Mosby 2005.</em></p>
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		<title>Smagliature</title>
		<link>http://www.dermoclinica.it/2011/05/11/smagliature/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Correttiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Le smagliature, note anche come striae distensae, rappresentano uno dei problemi pi&#249; assillanti delle giovani donne per il loro aspetto antiestetico. Come si presentano? Appaiono come bande lineari, generalmente parallele tra loro, separate da tratti di cute normale. Sono in genere bilaterali e possono interessare ogni parte del corpo ad eccezione di viso, mani e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le<strong> smagliature</strong>, note anche come striae distensae, rappresentano uno dei problemi pi&ugrave; assillanti delle giovani donne per il loro aspetto antiestetico.</p>
<h2>Come si presentano?</h2>
<p>Appaiono come<strong> bande lineari</strong>, generalmente parallele tra loro, separate da tratti di cute normale. Sono in genere bilaterali e possono interessare ogni parte del corpo ad eccezione di viso, mani e piedi, con un orientamento che varia a seconda della zona colpita. Sull&#39;addome sono a raggiera o a ventaglio, sui fianchi trasversali, sui seni a raggiera rispetto all&#39;areola mammaria, sulle cosce oblique alla superifice interna, mentre in regione lombosacrale sono orizzontali.</p>
<p>Compaiono generalmente senza dare sintomi ma in alcuni casi si pu&ograve; avvertire una lieve sensazione di prurito. Il colore e l&#39;aspetto variano a seconda della fase evolutiva: all&#39;inizio, a causa di un processo infiammatorio, sono rilevate e di colore rosa-rosso violetto, successivamente in fase cicatriziale, sono pi&ugrave; sottili, pieghettate e depresse al tatto e di colore bianco madreperlaceo.</p>
<h2>Quando si manifestano?</h2>
<p>Si <strong>presentano </strong>pi&ugrave; spesso quando intervengono<strong> profondi cambiamenti conformazionali del corpo</strong> e nella donna in particolare durante la gravidanza (intorno al 5&deg;mese) e nell&#39;adolescenza. Si stima che il 10- 35% delle adolescenti ne sia colpito.</p>
<h2>Perch&eacute; compaiono?</h2>
<p>L&#39;esperienza insegna che la <strong>tensione a cui &egrave; sottoposta la pelle</strong> &egrave; responsabile della loro comparsa. La tensione determina sia la perdita di coesione delle cellule dell&#39;epidermide, che lascia trasparire il derma sottostante, sia la rottura delle fibre collagene ed elastiche dello stesso derma. Quest&#39;ultima innesca un processo infiammatorio e spiega il colore rosso delle fasi iniziali. Con l&#39;andare del tempo l&#39;infiammazione si spegne e le smagliature cambiano colore divenendo traslucide e madreperlacee.</p>
<h2>Esiste una predisposizione genetica alle smagliature?</h2>
<p>Oggi &egrave; noto che la tensione &egrave; la <strong>manifestazione secondaria ad un&#39;eccessiva produzione in circolo di ormoni steroidei surrenalici</strong>. Si discute tuttavia se esista una effettiva predisposizione genetica in termini di&nbsp; tendenza ad una maggiore produzione di ormoni. Le smagliature, inoltre, sono pi&ugrave; frequenti negli adolescenti colpiti da acne. La predisposizione potrebbe spiegare i casi in soggetti molto magri o la comparsa di strie a seguito di un&#39; eccessiva perdita di peso. Nella Sindrome di Cushing primitiva, raro quadro patologico caratterizzato da un&#39;esagerata produzione di steroidi, le smagliature appaiono larghe e di colore rosso vinoso.</p>
<h2>Alcune terapie possono causare smagliature?</h2>
<p>Bisogna ricordare che una <strong>prolungata terapia generale con corticosteroidi ad alte dosi</strong> (Sindrome di Cushing secondaria) o una <strong>terapia locale occlusiva con creme cortisoniche</strong> su cute particolarmente sottile <strong>pu&ograve; determinare la comparsa di smagliature</strong>.</p>
<h2>Il sole pu&ograve; peggiorare le smagliature?</h2>
<p>Si. Potremmo dire che il sole tende a &quot;<strong>fissare</strong>&quot;<strong> le smagliature e le cicatrici in genere</strong>. Quando esse sono di colore rosso vivo l&#39;azione antinfiammatoria del sole accelera il passaggio alla fase bianca cicatriziale. Se le strie sono &quot;giovani&quot; quindi &egrave; importante usare schermi solari ad alta protezione (superiore a 20) e mantenere la pelle elastica con creme idratanti ed elasticizzanti per limitare i danni della fotoesposizione.</p>
<h2>Come si curano?</h2>
<p>Non esiste ancora una terapia in grado di eliminare radicalmente le smagliature. Prima di tutto dunque la prevenzione: <strong>evitare diete troppo drastiche, ridurre lo stress, non fumare</strong> (il fumo &egrave; nemico della vascolarizzazione cutanea), applicare creme o sieri elasticizzanti con&nbsp; massaggi che migliorino il microcircolo, praticare sport come il nuoto e la bicicletta.</p>
<p>L&#39;<strong>alimentazione </strong>deve essere <strong>ricca di proteine</strong> (carne, pesce, pollo, uova, latticini) e di vitamine (cibi freschi, frutta e verdura fresche).&nbsp; L&#39;eliminazione o meglio l&#39; attenuazione delle strie&nbsp; &egrave; un processo lungo che necessita di costanza e pazienza. I metodi pi&ugrave; avanzati sono le&nbsp; sedute di peeling con acido glicolico ad alte percentuali da solo o con resorcina (cromopeel) o l&#39;uso di creme a base di retinoidi (derivati della vitamina A).</p>
<p>Questi <strong>trattamenti vanno effettuati d&#39;inverno</strong>. Vari tipi di laser vengono proposti attualmente ma il loro uso &egrave;&nbsp; indicato solo in fase iniziale e non sempre offre risultati convincenti. Se esiste una predisposizione alle smagliature queste infatti tenderanno a ripresentarsi.<br />
	Esiste infine un nuovo preparato che sembra proporsi come terapia di un certo interesse nella cura delle smagliature recenti: l&rsquo;<em>acido boswelico</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Diatermocoagulazione (DTC)</title>
		<link>http://www.dermoclinica.it/2011/05/11/diatermocoagulazione-dtc/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Chirurgica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lab02.forestalab.com/?p=194</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;elettrobisturi è generalmente usato per tagliare e bruciare alcune piccole lesioni: Verruche Volgari Condilomi Fibromi Penduli Verruche Seborroiche Nel caso delle verruche seborroiche è spesso usata in combinazione con il curettage. L&#8216;elettrocoagulazone può essere realizzata con lo stesso apparecchio dell&#8217;eletrobisturi nel caso di angiomi capillari granuloma piogenico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>elettrobisturi</strong> è generalmente usato per <strong>tagliare e bruciare alcune piccole lesioni</strong>:</p>
<ul>
<li> <em><strong>Verruche Volgari</strong></em></li>
</ul>
<ul>
<li> <em><strong>Condilomi</strong></em></li>
</ul>
<ul>
<li> <em><strong>Fibromi Penduli</strong></em></li>
</ul>
<ul>
<li> <em><strong>Verruche Seborroiche</strong></em></li>
</ul>
<p>Nel caso delle <strong>verruche seborroiche</strong> è spesso usata in combinazione con il <strong>curettage</strong>.<br />
L<strong>&#8216;elettrocoagulazone</strong> può essere realizzata con lo stesso apparecchio dell&#8217;eletrobisturi nel caso di angiomi capillari granuloma piogenico.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Crioterapia</title>
		<link>http://www.dermoclinica.it/2011/05/11/crioterapia/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Chirurgica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lab02.forestalab.com/?p=190</guid>
		<description><![CDATA[L&#39;azoto liquido (gas alla temperatura di -196&#176; C) &#232; oggi usato pi&#249; spesso rispetto alla neve carbonica diossido (ghiaccio freddo a -79&#176;). Si tratta di un trattamento molto efficace per la terapia di verruche volgari, cheratosi o verruche seborroiche, cheratosi attiniche. Viene applicato con un bastoncino ricoperto di cotone o con uno speciale erogatore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;<strong>azoto liquido</strong> (gas alla temperatura di -196&deg; C) &egrave; oggi usato <strong>pi&ugrave; spesso rispetto alla neve carbonica diossido</strong> (ghiaccio freddo a -79&deg;). Si tratta di un <strong>trattamento molto efficace per la terapia di verruche volgari, cheratosi o verruche seborroiche, cheratosi attiniche</strong>.</p>
<p>Viene applicato con un bastoncino ricoperto di cotone o con uno speciale erogatore di acciaio. La<strong> lesione viene congelata</strong> fino a quando non vira al bianco circondata da un alone dello stesso colore di circa 1-2 mm. Un blando preparato cortisonico dopo la procedura pu&ograve; ridurre la comparsa di dolore e comparsa di bolle.</p>
<p>In sede di congelamento compare generalmente una crosta scura nel giro di un paio di settimane.</p>
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		<title>Vitiligine</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Clinica]]></category>

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		<description><![CDATA[La vitiligine &#232; una patologia cutanea caratterizzata da aree acromiche e legata alla perdita acquisita dei melanociti. Talora &#232; associata ad altre malattie autoimmuni. La prevalenza della patologia &#232; stimata intorno all&#39;1-2% tra i bianchi, leggermente pi&#249; alta nei neri. Si presenta pi&#249; spesso nell&#39;infanzia e nell&#39;adolescenza senza predilezione di sesso. Ha una base genetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> vitiligine &egrave; una patologia cutanea caratterizzata da aree acromiche e legata alla perdita acquisita dei melanocit</strong>i. Talora &egrave; associata ad altre malattie autoimmuni. La prevalenza della patologia &egrave; stimata intorno all&#39;1-2% tra i bianchi, leggermente pi&ugrave; alta nei neri.<br />
	Si presenta pi&ugrave; spesso nell&#39;<strong>infanzia e nell&#39;adolescenza senza predilezione di sesso</strong>. Ha una base genetica e spesso &egrave; familiare ma l&#39;esatta ereditariet&agrave; non &egrave; nota.</p>
<p>Sono state formulate numerose ipotesi patogenetiche sull&#39;origine della malattia ma le seguenti sono sicuramente le pi&ugrave; accreditate:</p>
<p><strong><em>Ipotesi autoimmune</em></strong><br />
	Nei pazienti con vitiligine &egrave; stata dimostrata la presenza di numerosi anticorpi.<br />
	Tale ipotesi sarebbe inoltre supportata dall&#39;ampia gamma di disordini autoimmuni che si associa alla vitiligine come l&#39;anemia perniciosa, il LES, la sclerosi sistemica, la miastenia grave, il morbo di Crohn, la cirrosi biliare primitiva, la Sindrome di Sj&ouml;gren e l&#39;alopecia areata.</p>
<p><strong><em>Ipotesi neurogena</em></strong><br />
	Le lesioni di vitiligo seguono solitamente il decorso dei dermatomeri, pertanto &egrave; stato suggerito che un neuromediatore sia responsabile della distruzione dei melanociti.</p>
<p><strong><em>Ipotesi dell&#39;autodistruzione </em></strong><br />
	Sarebbe legata alla produzione di prodotti intermedi tossici nel processo di&nbsp; melanogenesi nonch&egrave; di radicali dell&#39;ossigeno in grado di distruggere i melanociti.</p>
<p>La vitiligine &egrave; una malattia frustrante e in alcune societ&agrave; sottosviluppate viene confusa con la lebbra, che pure tuttavia pu&ograve; dare chiazze ipocromiche simili.<br />
	La vitiligine diffusa rappresenta un importante problema di salute per il pazienti, per i possibili danni attinici, ovvero da sole, a cui va necessariamente incontro nel corso degli anni. La lunga lista di terapia suggerite per la vitiligine conferma la mancanza di un&#39;opzione realisticamente valida.<br />
	<strong>La terapia sistemica con PUVA &egrave; efficace nel 60% </strong>dei casi di vitiligine del volto e del collo ma la percentuale si abbassa per le mani e i piedi. La <strong>terapia topica si basa sull&#39;impiego di corticosteroidi</strong>, schermo solare e mascheramento cosmetico.<br />
	In alcuni casi di vitiligine estremamente diffusa viene richiesto dai pazienti il raggiungimento di una depigmentazione totale per ottenere una cute uniformemente depigmentata.</p>
<p>L&#39;<strong>approccio chirurgico</strong> alla vitiligine &egrave; tuttora in<strong> fase di sperimentazione</strong> e include i trapianti di microisole di cute ottenute tramite bolle di suzione e trasferimento su lesione; si possono utilizzare inoltre sia melanociti puri che colture epidermiche miste.</p>
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		<title>Psoriasi</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Clinica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Psoriasi &#232; una dermatosi infiammatoria comune, cronica, recidivante che riconosce una forte base genetica. Si stima che interessi circa l&#39;1-2% della popolazione generale ma probabilmente questa percentuale &#232; una sottostima della reale prevalenza di patologia. La psoriasi &#34;a placche&#34; &#232; la forma clinica pi&#249; comune ma esistono numerose varianti tra cui la psoriasi guttata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Psoriasi </strong>&egrave; una <strong>dermatosi infiammatoria comune, cronica, recidivante</strong> che riconosce una forte base genetica. Si stima che interessi circa l&#39;1-2% della popolazione generale ma probabilmente questa percentuale &egrave; una sottostima della reale prevalenza di patologia.</p>
<p>La psoriasi &quot;<strong>a placche&quot; &egrave; la forma clinica</strong> pi&ugrave; comune ma esistono numerose varianti tra cui la psoriasi guttata, la psoriasi pustolosa, la psoriasi inversa o forme localizzate come la psoriasi ungueale o quella del cuoio capelluto, la psoriasi cosiddetta &quot;minima&quot; e la sebopsoriasi.</p>
<p>Nella sua presentazione classica in placche la psoriasi &egrave; caratterizzata da <strong>placche ovali-circolari presenti sulla superficie estensoria degli arti e sul cuoio capelluto</strong>. Le placche eritematose sono sormontate da squame, risultato di una iperproliferazione epidermica accentuata rispetto alla norma e di una infiammazione dermica sottostante.</p>
<p>L&#39;<strong>estensione e la durata</strong> e/o andamento delle placche &egrave; estremamente <strong>variabile da soggetto a soggetto</strong>. Recidive di psoriasi particolarmente aggressive e frequenti possono portare a quadri molto gravi quali forme pustolose o eritrodermiche, con un coinvolgimento cutaneo molto diffuso.</p>
<p>Si stima che fino al 10-20% dei pazienti con psoriasi a placche soffra anche di atrite psoriasica. L&#39;insorgenza di artrite &egrave; pi&ugrave; probabile se il soggetto soffre di psoriasi da molti anni con un andamente progressivo e deteriorante della patologia. Uno studio di popolazione condotto da Wilson nell&#39;arco di 30 anni ha osservato che i fattori che predispongono allo sviluppo dell&#39;artrite sono la presenza del coinvolgimento del cuoio capelluto o delle unghie o la presenza di psoriasi interglutea o perianale.</p>
<p>	<em>(Wilson FC, Icen M, Crowson CS, McEvoy MT, Gabriel SE, Kremers HM. Incidence and clinical predictors of psoriatic arthritis in patients with psoriasis: a population-based study. Arthritis Rheum. Feb 15 2009;61(2):233-9. [Medline]</em>.</p>
<h2>Patofisiologia</h2>
<p>La psoriasi &egrave; fondamentalmente una condizione infiammatoria della cute con un epidermide reattiva in modo anomalo e caratterizzata da un processo di proliferazione. Studi recenti suggeriscono che i meccanismi infiammatori siano immunomediati e mantenuti principalmente dai linfociti T presenti nel derma.<br />
	Sia fattori genetici che ambientali sono stati chiamati in causa nella patogenesi della psoriasi.</p>
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		<title>Orticaria</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:03:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Clinica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#39; Orticaria &#232; una malattia cutanea monomorfa, cio&#232; caratterizzata da un unico tipo di lesione, il pomfo. Si tratta di una chiazza circoscritta, rilevata, di colore rosa pallido o roseo porcellanaceo, a volte pi&#249; eritematosa alla periferia, pruriginosa e fugace. Caratteristicamente questa lesione dura meno di 24 ore. I pomfi possono avere diverse dimensioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39; Orticaria &egrave; una <strong>malattia cutanea monomorfa</strong>, cio&egrave; caratterizzata da un unico tipo di lesione, il pomfo. Si tratta di una chiazza circoscritta, rilevata, di colore rosa pallido o roseo porcellanaceo, a volte pi&ugrave; eritematosa alla periferia, pruriginosa e fugace.</p>
<p>Caratteristicamente questa <strong>lesione dura meno di 24 ore</strong>. I pomfi possono avere diverse dimensioni e confluire tra loro. Generalmente hanno <strong>dimensioni di alcuni centimetri</strong> ma a volte assumono grandi dimensioni (orticaria gigante) o estremamente piccole (orticaria papulosa).</p>
<p>In molti casi si manifesta il Dermografismo, un fenomeno per cui quando si sfrega la cute con una punta smussa, si d&agrave; origine a un pomfo figurato che ripete quanto scritto sulla cute.</p>
<p>Simile all&#39;orticaria &egrave; l&#39;angioedema che si caratterizza per una vasodilatazione e un edema ma del tessuto lasso pi&ugrave; profondo. Questa manifestazione si pu&ograve; localizzare ovunque. Tuttavia le sedi classiche sono le zone <strong>orbitarie, le labbra e le gote</strong>. Nei casi pi&ugrave; gravi l&#39;edema pu&ograve; interessare anche la laringe provocando fenomeni di soffocamento.</p>
<p>L&#39;orticaria &egrave; piuttosto frequente. Secondo la letteratura anglosassone la prevalenza europea si aggira intorno allo 0,1%: ci&ograve; significa che in Italia otre 50.000 persone ne soffrono contemporaneamente in un determinato momento. I dati sono sempre condizionati dal fatto che l&#39;orticaria &egrave; estremamente fugace e spesso non perviene all&#39;osservazione del medico.</p>
<p>Le orticarie allergiche, cio&egrave; di tipo immunologico, non sono le pi&ugrave; frequenti, contrariamente a quanto si ritenga comunemente. Esse sono solo il 20% del totale. La reazione dell&#39;orticaria allergica prevede che le IgE si leghino alla parete dei mastociti con una parte della loro molecola e con l&#39;altra all&#39;allergene determinando il rilascio di istamina. Gli <strong>allergeni pi&ugrave; importanti sono gli inalanti, gli alimenti, alcuni farmaci ed ormoni</strong> e sopratutto <strong>sieri eterologhi</strong> e <strong>veleni di insetti</strong>.</p>
<p>Nelle orticarie da immunocomplessi, dette orticarie-vasculiti, il pomfo non &egrave; fugace ma dura pi&ugrave; di 24 ore e in alcuni casi pu&ograve; assumere una certa pigmentazione a causa di piccoli stravasi ematici. Gli antigeni che formano gli immunocomplessi sono allora di origine virale (virus di Epstein Barr, virus dell&#39;epatite B o C, virus erpetici), pi&ugrave; raramente di origine batterica o micotica. Sono state descritte forme di orticaria immunologiche in corsi di collagenopatie, nelle quali antigeni nucleari formano immunocomplessi con anticorpi.</p>
<p>Secondo gli autori inglesi le orticarie autoimmuni rappresenterebbero il 50% delle orticarie criptogenetiche o idiopatiche. In questi casi si formerebbero autoanticorpi contro il recettore ad alta affinit&agrave; delle IgE presente sulla membrana dei mastociti.</p>
<p>Alle orticarie di tipo non immunologico appartiene l&#39;80% delle orticarie. Possono essere causate da una lunga serie di prodotti soprattutto <strong>farmaci</strong> (acido acetilsalicilico, tartrazina, mezzi di contrasto iodati, sostituti del plasma, acido deidrocolico), da alimenti ricchi di istamina come il <strong>vino rosso</strong>, i<strong> crostacei</strong> e le <strong>fragole</strong>.</p>
<p>Affinch&egrave; queste sostanze arrivino nel sangue indigerite deve essere presente una concomitante lesione della parete gastoduodenale e quindi l&#39;orticaria alimentare di tipo non allergico si accompagna spesso a gastroduodenite. Tra le orticarie non immunologiche rientrano quelle da cause fisiche, l&#39;orticaria da pressione, quella solare, da calore, a frigore, vibratoria dei lavoratori con martello pneumatico (vera e propria, malattia professionale) e l&#39;orticaria acquagenica.</p>
<p>L&#39;orticaria cronica &egrave; spesso definita &quot;la tomba del dermatologo&quot;. Si tratta di un&#39;orticaria che dura da pi&ugrave; di 6 settimane. Non bisogna confondere l&#39;orticaria cronica con quella recidivante in cui i periodi liberi da sintomatologia sono lunghi; nella forma cronica la sintomatologia &egrave; persistente.</p>
<p>Nel 70% dei casi, le cause dell&#39;orticaria cronica non sono chiare e spesso le stesse cause sono molteplici.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Melanoma</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 13:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Foresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia Clinica]]></category>

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		<description><![CDATA[Incidenza Il Melanoma in questi ultimi anni ha attirato un&#39;enorme attenzione del pubblico in quanto&#160; tumore ad alta mortalit&#224; di cui si registra un incredibile aumento d&#39;incidenza. Si stima infatti che quest&#39;ultima sia cresciuta del 3-7% negli ultimi decenni con un incremento&#160; maggiore rispetto a qualsiasi altro tumore. L&#39;incidenza &#232; maggiore nella popolazione bianca che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Incidenza</h2>
<p>Il Melanoma in questi ultimi anni ha attirato un&#39;enorme attenzione del pubblico in quanto&nbsp; tumore ad alta mortalit&agrave; di cui si registra un incredibile aumento d&#39;incidenza. Si stima infatti che quest&#39;ultima sia cresciuta del 3-7% negli ultimi decenni con un incremento&nbsp; maggiore rispetto a qualsiasi altro tumore. L&#39;incidenza &egrave; maggiore nella popolazione bianca che vive in prossimit&agrave; dell&#39;equatore rispetto alle zone temperate. Il tumore &egrave; raro prima della pubert&agrave; e nei soggetti neri, negli asiatici e negli orientali in cui si manifesta principalmente sul palmo delle mani, sulla pianta dei piedi o sulle mucose.</p>
<h2>Cause</h2>
<p><em><strong>Genetica</strong></em><br />
	Esiste una predisposizione genetica al melanoma in termini di fenotipo, cio&egrave; di colore della pelle. Infatti il melanoma &egrave; pi&ugrave; frequente nei bianchi con capelli biondi, lentiggini e pelle molto chiara. I soggetti di origine celtica sono i pi&ugrave; predisposti. Il melanoma pu&ograve; interessare parecchi soggetti di una stessa famiglia quando sono colpiti dalla Sindrome del Nevo Displastico (recentemente rinominata Sindrome del Nevo atipico).</p>
<p><em><strong>Esposizione Solare</strong></em><br />
	L&#39;incidenza e la mortalit&agrave; del melanoma aumentano con il diminuire della latitudine, cio&egrave; pi&ugrave; si &egrave; vicini all&#39;equatore. In questo caso l&#39;esposizione del corpo ai raggi solari &egrave; pressoch&egrave; perpendicolare e i danni indotti dalla fotoesposizione sono massimi. Inoltre il tumore spesso, ma non esclusivamente,<strong> insorge sulle parti del corpo maggiormente esposte al sole</strong>.</p>
<p>E&#39; stata notata una <strong>correlazione diretta</strong> tra l&#39;<strong>esposizione di tipo pulsato</strong> o intermittente ed<strong> insorgenza di melanoma</strong>. Potremmo dire che la nostra pelle non &egrave; stata &quot;progettata&quot; per tollerare forti ed intense esposizioni solari di breve durata ma pu&ograve; invece tollerare molto meglio esposizioni solari di tipo continuativo e graduali.</p>
<p>I bagni di sole a cui si espongono molte categorie professionali che lavorano in ambiente chiuso (es. impiegati) nei brevissimi week-end estivi sono pertanto dannosissimi per la pelle. Il rischio di sviluppare melanoma &egrave; inoltre maggiore nei soggetti con nevi atipici, nevi melanocitari congeniti o con nevi comuni ma in numero elevato, generalmente superiore a 50.</p>
<h2>Aspetti Clinici</h2>
<p><strong>L&#39;80% dei melanomi invasivi &egrave; preceduto da una fase di crescita superficiale e radial</strong>e, che si manifesta clinicamente come una macchia o placca che si allarga. La maggior parte dei melanomi &egrave; di pi&ugrave; colori con un misto di nero, marrone, blu e rosa. I margini sono irregolari con proiezioni reniformi e&nbsp; insenature. In un primo momento le cellule neoplastiche sono confinate all&#39;epidermide e alla parte superiore del derma, ma in fase finale invadono gli strati pi&ugrave; profondi e metastatizzano.<br />
	<strong>Esistono almeno 4 tipi di Melanoma</strong>:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>1. Melanoma Lentigo Maligna</strong>. Compare sulle parti fotoesposte, generalmente il volto, delle persone anziane. La storia &egrave; quella di una macchia di forma e colore irregolari (lentigo maligna) che si &egrave; allargata lentamente nel corso di vari anni, come un melanoma&nbsp; &quot;in situ&quot; prima che compaia la fase nodulare.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>2. Melanoma a diffusione superficiale</strong> ( Superficial Spreading Melanoma). E&#39; la forma pi&ugrave; comune di Melanoma nei soggetti caucasici. Nella fase di crescita radiale il melanoma mostra svariati colori ed &egrave; spesso palpabile. Un nodulo che insorge all&#39;interno di una simile placca &egrave; espressione di una invasione dermica profonda e di una cattiva prognosi.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>3. Melanoma acrale lentigginoso.</strong> Si manifesta sul palmo delle mani e dei piedi. Raro nei caucasici &egrave; la forma pi&ugrave; comune nei Cinesi e nei Giapponesi. La fase invasiva &egrave; ancora una volta segnalata da un nodulo che insorge all&#39;interno di una macchia o placca irregolarmente pigmentata.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>4. Melanoma nodulare</strong>. Si manifesta come un nodulo pigmentato senza una fase di crescita in situ. Si tratta della forma a pi&ugrave; rapida crescita di tipo aggressivo.</p>
<p>Oltre a queste forme cliniche, le pi&ugrave; frequenti, di Melanoma, <strong>sono da segnalare inoltre</strong>:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>a. Melanoma amelanocitico</strong>. Si tratta di una variante rara in cui tracce di pigmento sono in realt&agrave; visibili con lente di ingrandimento o ancor meglio con l&#39;Epiluminescenza.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>b. Melanoma subungueale</strong>. Si tratta di aree di pigmentazione indolori che si espandono al di sotto dell&#39;unghia e a partenza generalmente dalla piega ungueale.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>c. Melanomi in sedi particolari</strong>. Melanomi possono insorgere primitivamente da alcune cellule pigmentate presenti all&#39;interno del Sistema Nervoso Centrale, dalle cellule pigmentate dell&#39;occhio (retina, congiuntiva, iride), da alcune cellule pigmentate della mucosa del tratto digerente. Si tratta di melanomi estremamente rari.</p>
<h2>Prognosi</h2>
<p><strong>Gli indicatori prognostici nel melanoma</strong></p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="28%">
<p><strong><em>Indicatore Prognostico</em></strong></p>
</td>
<td width="72%">
<p><strong><em>Significato</em></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle" width="28%">
<p><strong>Spessore del tumore primitivo</strong></p>
</td>
<td valign="middle" width="72%">
<p>Spessore di Breslow<br />
					inf. 1.5. mm sopravvivenza del 90% a 5 anni<br />
					tra 1.5-3.5 mm sopravvivenza del 75% a 5 anni<br />
					magg. 3.5 mm sopravvivenza del 50% a 5 anni</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle" width="28%">
<p><strong>Sesso</strong></p>
</td>
<td valign="middle" width="72%">
<p>Le donne sembrano avere una migliore prognosi rispetto agli uomini</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle" width="28%">
<p><strong>Et&agrave;</strong></p>
</td>
<td valign="middle" width="72%">
<p>La prognosi peggiora dopo i 50 anni, specie negli uomini</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle" width="28%">
<p><strong>Sede</strong></p>
</td>
<td valign="middle" width="72%">
<p>I melanomi del tronco, degli arti superiori, del collo e del cuoio capelluto hanno una prognosi peggiore</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle" width="28%">
<p><strong>Ulcerazione</strong></p>
</td>
<td valign="middle" width="72%">
<p>E&#39; indicativo di un tumore ad alta aggressivit&agrave;</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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