DOTT.SSA ANNA ZAMPETTI  

           SPECIALISTA IN DERMATOLOGIA

 

 

 

 

 

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Epiluminescenza-Dermatoscopia            
Introduzione
La dermatoscopia è una tecnica microscopica di superficie che  utilizzando un apparecchio con ingrandimento 10 X, consente una prima analisi accurata delle lesioni pigmentarie della cute. Tale metodica consente un netto miglioramento nella diagnosi preoperatoria del melanoma
Il dermatoscopio
Simile ad un otoscopio, il dermatoscopio fornisce come detto un ingrandimento 10 X  della lesione pigmentata, precedentemente umettata con olio di paraffina, olio d'oliva, spray disinfettanti o altri liquidi. L'area da osservare viene esaminata con un angolazione di 20°, da una lampada alogena incorporata nel dermatoscopio ed alimentata da comuni batterie o da sistema a ricarica. E' importante che il dischetto di vetro situato nella parte inferiore del dermatoscopio venga appoggiato con una leggera pressione. E' inoltre disponibile una speciale testina con un cilindro a contatto  di soli 8 mm di diametro per lesioni situate in aree poco accessibili.
 Prerequisiti fisici
La luce incidente sulla cute viene in parte riflessa dallo strato corneo, in parte dispersa ed assorbita dal tessuto. Tanto più è  irregolare la superficie cutanea, tanto maggiore è la quantità che penetra nelle strutture profonde epidermiche e dermiche. Una visione ottimale di tali strutture può essere ottenuta raccordando otticamente lo strato corneo ed una lastrina di vetro mediante un fluido di superficie di interfaccia; l'applicazione del fluido uniforma la superficie cutanea ed abbatte completamente i riflessi.
Criteri dermatoscopici
Tonalità di colore

L'epidermide normale appare gialla, mentre quella acantosica appare di colore giallo-bruno opaco. Se il numero dei cheratinociti pigmentati ed ammassati aumenta, essa diviene grigio-brunastra. Aree di accentuata ipercheratosi e pseudocisti cornee risultano bianco-giallastre. Nei carcinomi basocellulari si possono rilevare tonalità di colore dal grigio-bruno ardesia, a seconda della differente profondità in cui sono situate le cellule neoplastiche pigmentate.

Sovrapposto ad uno sfondo costituito dai cheratinociti dello strato corneo, il pigmento melanico ha un ruolo fondamentale nella realizzazione dei differenti pattern strutturali. Esso può assumere colori diversi a seconda della sua localizzazione più o meno profonda nel contesto della cute: negli strati più esterni dell'epidermide la melanina appare nera, mentre è marrone-chiaro o scuro a livello della giunzione in base alla sua concentrazione. Qualora si trovi nel derma papillare, assume un colorito blu-ardesia.

Componenti strutturali osservabili

In dermatoscopia, l'esatta identificazione delle differenti componenti morfo-strutturali è fondamentale per la valutazione e la diagnosi corretta di una lesione, proprio come l'individuazione delle singole lettere rappresenta il primo passo per il riconoscimento delle parole scritte.

Rete pigmentaria

Con il dermatoscopio a 10X è possibile osservare, nei nevi melanocitici con creste interpapillari (rete ridges) epidermiche lunghe e ben pigmentate, una rete regolare a nido d'ape. Tale struttura è riferibile ad accumulo di melanina nei cheratinociti dei rete ridges. Tuttavia in numerose lesioni melanocitarie benigne e maligne, a parità d'ingrandimento, può non essere rilevata alcuna rete. L'assenza della rete non permette, in ogni caso, di escludere la natura melanocitaria della lesione.

Aree primitive di struttura

 Se i rete ridges nelle lesioni melanocitarie sono più corti i meno pigmentati, si osservano aree prive di struttura, senza alcuna rete,di differenti tonalità di marrone. Aree prive di struttura sono riferibili frequentemente anche in nevi melanocitici con prevalenza di rete.

Globuli pigmentari

 Con il dermatoscopio si osservano globuli pigmentari qualora nidi melanocitici intensamente pigmentati, con diametro superiore a o,1mm, siano situati nella porzione inferiore dell'epidermide o nel derma papillare.

Punti

Punti nero-biancastri più piccoli dei globuli  (inferiori a 0,1mm) sono rilevabili quando un certo numero di melanociti intensamente pigmentati si accumula nell'assise superficiale dello strato granuloso o nel corneo. Punti blu-ardesia e rosso-bruni si osservano soprattutto nei melanomi in fase di regressione ed indicano la presenza nel derma di macrofagi o cellule neoplastiche intensamente pigmentati.

Strie ramificate

Le strie ramificate sono espressione di una rete pigmentaria alterata. Il correlato morfologico di queste strie è rappresentato dai residui di rete ridges ben pigmentati e da nidi di melanociti "a ponte" nell'epidermide e nel derma papillare.

Pseudocisti cornee

Pseudocisti cornee intraepidermiche sono osservabili al dermatoscopio come aree circolari bianco-grigiastre; esse di rinvengono soprattutto nelle cheratosi seborroiche, ma possono essere presenti in alcuni nevi melanocitici papillomatosi.

Sbocchi pseudofollicolari

Gli sbocchi psudofollicolari similcomedonici sono anch'essi caratteristici delle cheratosi seborroiche e come le pseudocisti, possono essere osservati in alcuni nevi melanocitici papillomatosi.

Pattern vascolari

"Lacune rosse" ben demarcate, corrispondenti a lumi vascolari dilatati nel derma papillare, si osservano soprattutto negli emangiomi eruttivi e negli angiocheratomi. Le strutture vascolari situate più profondamente nella cute appaiono di colore variabile da rosso-blu a blu-nero. Lacune rosso-nerastre sono indicative della presenza di trombi nel lume vasale. Occasionalmente è possibile notare, sulla superficie di cheratosi seborroiche di colore marrone chiaro, sottili vasi a a forcina.

Nel melanoma maligno si possono individuare due pattern vascolari: in primo luogo, un pattern irregolare polimorfo costituito da piccoli vasi che decorrono sia parallelamente alla superficie, sia perpendicolarmente ad essa, dando luogo a linee rosse e  piccoli punti rossi  contestualmente rilevabili al dermatoscopio; in secondo luogo un pattern specifico per il melanoma, consistente in globuli rosso-lattescenti di aspetto indistinto o sfocato, e corrispondenti ad aggregati di melanociti neoplastici ben vascolarizzati.

 Anche nei carcinomi basocellulari si possono riconoscere due diversi pattern vascolari: in alcuni basaliomi si osservano sottili vasi tronchi; il secondo pattern, osservabile per lo più nei basaliomi nodulari meno pigmentati, consiste in vasi più grossolani che decorrono sulla superficie del tumore con spessore variabile e numerose diramazioni.

I pattern vascolari nelle singole lesioni pigmentate possono risultare utili come criteri secondari nella diagnosi differenziale; tuttavia non si dovrebbe basare la diagnosi finale solo sul pattern vascolare, bensì correlando quest'ultimo ad altri aspetti dermatoscopici.

Strutture a foglie d'acero

Oltre al pattern vascolare, sono  molto caratteristiche del carcinoma basocellulare pigmentato le strutture nodulari da grigio-brune a grigio-ardesia che si estendono verso la cute sana ricordando le dita di una mano o una foglia d'acero.

Aree blu-acciao

Le aree blu-acciaio prive di strutttura , senza componenti strutturali o con singoli globuli o punti blu, sono tipiche dei nevi blu. Nei nevi blu con attività giunzionale o nei nevi combinati si  possono inoltre osservare aree marroni

 

 

 

 

 

 

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