| Tonalità di colore
L'epidermide normale appare gialla, mentre quella
acantosica appare di colore giallo-bruno opaco. Se il numero dei
cheratinociti pigmentati ed ammassati aumenta, essa diviene
grigio-brunastra. Aree di accentuata ipercheratosi e pseudocisti cornee
risultano bianco-giallastre. Nei carcinomi basocellulari si possono
rilevare tonalità di colore dal grigio-bruno ardesia, a seconda della
differente profondità in cui sono situate le cellule neoplastiche
pigmentate.
Sovrapposto ad uno sfondo costituito dai cheratinociti
dello strato corneo, il pigmento melanico ha un ruolo fondamentale nella
realizzazione dei differenti pattern strutturali. Esso può assumere
colori diversi a seconda della sua localizzazione più o meno profonda
nel contesto della cute: negli strati più esterni dell'epidermide la
melanina appare nera, mentre è marrone-chiaro o scuro a livello della
giunzione in base alla sua concentrazione. Qualora si trovi nel derma
papillare, assume un colorito blu-ardesia.
Componenti strutturali osservabili
In dermatoscopia, l'esatta identificazione delle
differenti componenti morfo-strutturali è fondamentale per la
valutazione e la diagnosi corretta di una lesione, proprio come
l'individuazione delle singole lettere rappresenta il primo passo per il
riconoscimento delle parole scritte.
Rete pigmentaria
Con il dermatoscopio a 10X è possibile osservare, nei
nevi melanocitici con creste interpapillari (rete ridges)
epidermiche lunghe e ben pigmentate, una rete regolare a nido d'ape.
Tale struttura è riferibile ad accumulo di melanina nei cheratinociti
dei rete ridges. Tuttavia in numerose lesioni melanocitarie benigne e
maligne, a parità d'ingrandimento, può non essere rilevata alcuna
rete. L'assenza della rete non permette, in ogni caso, di escludere la
natura melanocitaria della lesione.
Aree primitive di struttura
Se i rete ridges nelle lesioni melanocitarie
sono più corti i meno pigmentati, si osservano aree prive di struttura,
senza alcuna rete,di differenti tonalità di marrone. Aree prive di
struttura sono riferibili frequentemente anche in nevi melanocitici con
prevalenza di rete.
Globuli pigmentari
Con il dermatoscopio si osservano globuli
pigmentari qualora nidi melanocitici intensamente pigmentati, con
diametro superiore a o,1mm, siano situati nella porzione inferiore
dell'epidermide o nel derma papillare.
Punti
Punti nero-biancastri più piccoli dei globuli
(inferiori a 0,1mm) sono rilevabili quando un certo numero di melanociti
intensamente pigmentati si accumula nell'assise superficiale dello
strato granuloso o nel corneo. Punti blu-ardesia e rosso-bruni si
osservano soprattutto nei melanomi in fase di regressione ed indicano la
presenza nel derma di macrofagi o cellule neoplastiche intensamente
pigmentati.
Strie ramificate
Le strie ramificate sono espressione di una rete
pigmentaria alterata. Il correlato morfologico di queste strie è
rappresentato dai residui di rete ridges ben pigmentati e da nidi di
melanociti "a ponte" nell'epidermide e nel derma papillare.
Pseudocisti cornee
Pseudocisti cornee intraepidermiche sono osservabili
al dermatoscopio come aree circolari bianco-grigiastre; esse di
rinvengono soprattutto nelle cheratosi seborroiche, ma possono essere
presenti in alcuni nevi melanocitici papillomatosi.
Sbocchi pseudofollicolari
Gli sbocchi psudofollicolari similcomedonici sono
anch'essi caratteristici delle cheratosi seborroiche e come le
pseudocisti, possono essere osservati in alcuni nevi melanocitici
papillomatosi.
Pattern vascolari
"Lacune rosse" ben demarcate, corrispondenti
a lumi vascolari dilatati nel derma papillare, si osservano soprattutto
negli emangiomi eruttivi e negli angiocheratomi. Le strutture vascolari
situate più profondamente nella cute appaiono di colore variabile da
rosso-blu a blu-nero. Lacune rosso-nerastre sono indicative della
presenza di trombi nel lume vasale. Occasionalmente è possibile notare,
sulla superficie di cheratosi seborroiche di colore marrone chiaro,
sottili vasi a a forcina.
Nel melanoma maligno si possono individuare due
pattern vascolari: in primo luogo, un pattern irregolare polimorfo
costituito da piccoli vasi che decorrono sia parallelamente alla
superficie, sia perpendicolarmente ad essa, dando luogo a linee rosse e
piccoli punti rossi contestualmente rilevabili al dermatoscopio;
in secondo luogo un pattern specifico per il melanoma, consistente in
globuli rosso-lattescenti di aspetto indistinto o sfocato, e
corrispondenti ad aggregati di melanociti neoplastici ben
vascolarizzati.
Anche nei carcinomi basocellulari si possono
riconoscere due diversi pattern vascolari: in alcuni basaliomi si
osservano sottili vasi tronchi; il secondo pattern, osservabile per lo
più nei basaliomi nodulari meno pigmentati, consiste in vasi più
grossolani che decorrono sulla superficie del tumore con spessore
variabile e numerose diramazioni.
I pattern vascolari nelle singole lesioni pigmentate
possono risultare utili come criteri secondari nella diagnosi
differenziale; tuttavia non si dovrebbe basare la diagnosi finale solo
sul pattern vascolare, bensì correlando quest'ultimo ad altri aspetti
dermatoscopici.
Strutture a foglie d'acero
Oltre al pattern vascolare, sono molto
caratteristiche del carcinoma basocellulare pigmentato le strutture
nodulari da grigio-brune a grigio-ardesia che si estendono verso la cute
sana ricordando le dita di una mano o una foglia d'acero.
Aree blu-acciao
Le aree blu-acciaio
prive di strutttura , senza componenti strutturali o con singoli globuli
o punti blu, sono tipiche dei nevi blu. Nei nevi blu con attività
giunzionale o nei nevi combinati si possono inoltre osservare aree
marroni
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