Alopecia Androgenetica Maschile
E' sicuramente la forma più comune di alopecia.
Indica una perdita di capelli androgeno-dipendente che si verifica più spesso nei maschi. I tre fattori principali sono la predisposizione genetica, l'età e il livello di androgeni. Alcuni autori hanno persino proposto il termine androcronogenetica per riassumere i tre fattori.
Da un punto di vista clinico inizia generalmente nelle zone fronto-temporali e segue dei pattern di evoluzione ben precisi.
Il diradamento è graduale e raramente progredisce con bordi definiti.
La cute non è atrofica ma può apparire più sottile e più untuosa in quanto le ghiandole sebacee possono essere iperfunzionanti.
Il decorso è progressivo ma è impossibile prevedere la rapidità dell'evoluzione e il grado finale di alopecia.
Il trattamento è molto difficile.
L'unica terapia sistemica che funzioni è l'uso di antiandrogeni ma è del tutto improponibile in quanto si tratterebbe di una vera e propria "castrazione chimica".
La finasteride è un inibitore della 5-alpha reduttasi, l'enzima che trasforma il testosterone nella sua forma attiva, il diidrotestosterone.
Alla dose di 1 mg/die per almeno due anni si è dimostrata efficace nell'arrestare la caduta dei capelli e nel favorire la ricrescita.
L'unica terapia topica realmente efficace è rappresentata dal minoxidil al 2 o al 5%. L'aggiunta di retinoidi ne potenzia l'azione.
Il trapianto dei capelli è un metodo efficace per la correzione permanente dell'alopecia androgenetica.
La procedura consiste nel trapiantare microisole di cute dalla zona occipitale alla zona frontotemporale. Si tratta in pratica di una tecnica di microinnesti. L'uso di laser permette oggi di rendere questa metodica meno cruenta.
